I pazienti con una importante ostruzione della via aerea – trachea e bronchi principali – presentano un ingravescente corredo sintomatologico caratterizzato da dispnea, inizialmente dopo sforzo e quindi anche a riposo, talvolta febbre, correlata a una polmonite ostruttiva e, infine, sensazione di soffocamento.
Molteplici possono essere le cause di tale ostruzione. Esse vanno dalla patologia benigna – tumori benigni e stenosi cicatriziali - alle neoplasie tracheali e polmonari.
Comunque, indipendentemente dalla natura della malattia, il risultato è una progressiva difficoltà di passaggio dell’aria, fino alla sua impossibilità di transito, con conseguente asfissia e quindi decesso del malato.
Il primo trattamento in questi pazienti, che poi possono o meno essere indirizzati all’intervento chirurgico resettivo, è la rimozione della stenosi permettendo al malato di tornare a respirare normalmente, scongiurando nell’immediato una terribile morte.
Dopo un rapido ma attento studio preliminare caratterizzato, oltre che dai normali esami di routine, da una Tac tridimensionale 3D e da una fibrobroncoscopia, viene pianificato l’intervento chirurgico disostruttivo, da eseguirsi in broncoscopia rigida con l’ausilio dell’anestesia generale.
La necessità della broncoscopia rigida, e quindi dell’anestesia generale, è data dalla possibilità di affrontare in maniera ottimale le eventuali complicanze, che non potrebbero essere altresì controllate in fibrobroncoscopia ed anestesia locale.
La disostruzione può essere effettuata con molteplici modalità. Esse vanno dall’utilizzazione del laser- quello da noi utilizzato è un laser ad alta potenza a diodi – alla rimozione meccanica della massa endoluminale, all’uso, ove si ponga la necessità, di endoprotesi – stent – che hanno il compito d
i ridare rigidità alla parete tracheo-bronchiale e nel contempo impedire alla stenosi di riformarsi.
Presso la Sezione di Endoscopia Toracica – nell’ambito della U.O. di Chirurgia Generale e Toracica, diretta dal Prof. Rocco Sacco - dal gennaio 2003 al dicembre 2007 sono stati trattati 32 malati, portatori di una ostruzione della trachea o dei bronchi principali, gravati da una sintomatologia caratterizzata da intensa dispnea a riposo, che, in oltre la metà dei soggetti, si associava a sensazione di soffocamento. Nove pazienti, provenienti da altri nosocomi regionali ed extraregionali, sono giunti al nostro Centro in quanto presentavano una dispnea determinata da una stenosi cicatriziale della trachea. Otto volte tale stenosi si è verificata per una danno determinato dal tubo oro-tracheale posizionato nel reparto di Rianimazione. In un caso non si è riusciti a determinare l’eventuale causa eziologica, anche se, essendo la paziente anoressica, si è ipotizzato un vomito indotto, con conseguente ripetuto contatto del succo gastrico con la mucosa tracheale. In 12 malati la causa della sindrome asfittica era imputabile ad una neoplasia maligna tracheo-bronchiale per la quale il trattamento disostruttivo aveva una valenza di palliazione, cioè la cura del sintomo ma non della malattia di base.
Ancora in 7 soggetti si è riscontrata una malacia tracheobronchiale, espressione di una perdita di rigidità della parete, con conseguente collabimento delle pareti stesse in ispirazione, con difficoltosa transito di aria nei polmoni. Due volte si è reso necessaria la disostruzione di stenosi post-chirurgiche in pazienti sottoposti ad intervento di resezione anastomosi. In un paziente di quest’ultimo gruppo, più un altro malato, l’indicazione è stata la presenza di una fistola tracheale che ha reso necessario il posizionamento di uno stent. In un’ultimo paziente, infine, con l’ausilio del laser, si è vaporizzato un lipoma occludente un bronco principale.
Non abbiamo osservato complicanze maggiori se non una perforazione di un bronco nell’ambito di una massa neoplastica, che si è riparata spontaneamente. Tra le complicanze minori annoveriamo due dislocazioni di protesi, riposizionate dopo 12 ore senza ulteriori implicazioni, una infezione dello stent, rimossa dopo un mese. Tutti i pazienti al risveglio dall’anestesia hanno riferito una respirazione normale ed una assenza di sintomatologia respiratoria e sono stati dimessi tutti entro la quarta giornata post-operatoria.
Azienda sanitaria locale Chieti - Università "G. D'Annunzio"
Clinica Chirurgica
Scuola di specializzazione in Chirurgia toracica
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