L’Azienda sanitaria locale di Chieti avvia la campagna di vaccinazione antinfluenzale contro l’epidemia stagionale 2009-2010 nei 28 Comuni della Asl. Sono circa 40mila le dosi disponibili. La vaccinazione sarà offerta gratuitamente alle persone che rientrano nelle categorie a rischio indicate dal Ministero della Salute. La campagna attuale non riguarda l’influenza A/H1N1, per la quale è previsto un altro vaccino che sarà disponibile successivamente.
I centri vaccinali della Asl – sia quelli del Servizio Igiene di Chieti e Ortona sia quelli che dipendono dai Distretti sanitari presenti sul territorio – vaccineranno i soggetti a rischio di età inferiore a 65 anni e superiore all’età pediatrica, nonché gli utenti di ogni fascia di età che, rientrando nelle categorie a rischio, si recheranno per propria scelta presso i centri vaccinali.
I medici di medicina generale sono impegnati a vaccinare i propri assistiti in assistenza domiciliare integrata e in assistenza domiciliare protetta e concorrono a vaccinare i propri assistiti di età pari o superiore a 65 anni. I pediatri di libera scelta concorrono a vaccinare i bambini che rientrano nelle categorie a rischio.
L’anno scorso nel territorio della Asl di Chieti fu vaccinato circa il 70% dei pazienti di età pari o superiore a 65 anni. Il Servizio di Igiene epidemiologia e sanità pubblica della Asl invita tutti i cittadini a sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale, compresi i soggetti sani che possono acquistare la dose di vaccino in farmacia, al fine di ridurre i rischi per le complicanze legate all’influenza.
Nelle categorie a rischio rientrano soggetti di età pari o superiore ai 65 anni; bambini di età superiore ai sei mesi, ragazzi e adulti affetti da malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, malattie cardiovascolari, diabete, malattie renali, tumori e altre patologie che comportano una carenza di anticorpi e un conseguente rischio di sviluppare le complicanze dell’influenza; bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale; donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza; individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti; medici e personale sanitario di assistenza; familiari e contatti di soggetti ad alto rischio; soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo; personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani.
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