L’Azienda sanitaria locale di Chieti promuove domenica prossima, 15 novembre, la Giornata mondiale del Diabete con visite gratuite per sensibilizzare i cittadini nei confronti di una patologia che colpisce oltre 200 milioni di persone nel mondo.
Per effettuare controlli e un colloquio con specialisti e operatori sanitari, saranno allestite postazioni all’ipermercato «Megalò» dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Al settimo piano dell’Ospedale «G. Bernabeo» di Ortona si terrà un incontro tra esperti e cittadini.
Il diabete mellito è una delle patologie croniche a più larga diffusione in tutto il mondo che, con le sue complicanze, rappresenta un problema sanitario importante. Nei Paesi Occidentali la situazione è veramente allarmante: si calcola che più di 200 milioni di persone al mondo siano colpite da diabete. E’ un numero destinato a crescere nei prossimi anni per l’aumento della popolazione e della durata media della vita, ma anche per la mancanza di attività fisica e di un’alimentazione poco corretta, nonché per il dilagante fenomeno dell’obesità.
Il diabete è una patologia subdola che per anni può essere presente senza dare sintomi o esordire addirittura con una complicanza. Il diabete mellito non curato è la causa principale di cecità e disturbi della vista, infarti e ictus, gangrene fino all’amputazione di arti, insufficienza renale fino alla dialisi.
Tutte le complicanze del diabete si possono però prevenire e, in questo senso, è fondamentale l’approccio clinico a tale patologia che prevede particolari forme di gestione clinica e collaborazione tra le figure coinvolte con la centralità del paziente.
«La patologia diabetica e le modalità di gestione di essa – spiega il professor Fabio Capani, docente di Medicina Interna all’Università d’Annunzio e direttore del Dipartimento Medico della Asl di Chieti – sono di grande attualità, anche perché dal 2006 è in fase di realizzazione nella nostra regione un progetto di gestione integrata della patologia diabetica. Tale progetto ci vede in prima linea impegnati sia a livello nazionale sia locale e contribuirà certamente, facilitati dall’uso di Internet, alla condivisione dei criteri di assistenza tra specialisti e medici di famiglia, senza escludere, ovviamente, altri operatori sanitari».
Secondo la professoressa Ester Vitacolonna, referente regionale per l’Istituto superiore di sanità e referente della Asl di Chieti del progetto, «la gestione integrata della patologia diabetica presuppone l’adozione di programmi gestionali particolari e ha in sé peculiarità anche relazionali, cliniche, comunicative, economiche, in cui ogni componente della relazione assistenziale deve svolgere un’azione definita, valutabile e quantificabile, in cui fondamentale è la centralità del paziente. Nella Asl di Chieti – aggiunge Ester Vitacolonna – è stato svolto un grandissimo lavoro grazie alla perfetta sinergia con i colleghi della Medicina generale cui va la mia profonda gratitudine. Devo aggiungere che tale enorme lavoro ha portato già dei grandissimi risultati sia “tangibili” sia “intangibili” e colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che vi hanno partecipato».
Dello stesso parere il dottor Luciano Giacci, presidente provinciale della SIMG di Chieti, la società scientifica dei medici di medicina generale, il quale sottolinea: «Continuare su questo fronte è la nostra parola d’ordine e, anche se il progetto di gestione integrata ha trovato qualche comprensibile resistenza al cambiamento, certamente rappresenta il futuro nella gestione delle patologie croniche».
Per il dottor Franco Pagano, segretario provinciale della FIMMG di Chieti, «il progetto “Diabete” (Progetto IGEA – ISS) può effettivamente costituire un vero e proprio laboratorio per la ricerca di soluzioni condivise a vari aspetti critici dell’assistenza e può rappresentare un modello per lo sviluppo di programmi analoghi su altre patologie croniche. Ciò anche attraverso un piano di formazione per gli operatori».
Quanto ai programmi per il futuro, occorre «organizzare sempre meglio tutte le attività iniziate – afferma Ester Vitacolonna –, facendo in modo che la gestione integrata possa mantenere il colloquio tra specialisti e colleghi della Medicina Generale, per non vanificare l’enorme lavoro clinico e motivazionale effettuato fino a oggi e per mantenere fede a un impegno culturale preso e di cui, tra l’altro, si avvantaggiano tutti: istituzioni, medici, operatori sanitari, pazienti».







