Il direttore della Clinica Urologica del Policlinico e dell'Università di Chieti, il professor Raffaele Tenaglia, è stato nominato Coordinatore nazionale del Gruppo di studio della Prostata dalla SIU (Società Italiana di Urologia). L'incarico avrà la durata di quattro anni.
«La Prostata - spiega il professor Tenaglia - è ancora oggi la ghiandola meno studiata dell’organismo, anche se le patologie che la riguardano rappresentano una vera emergenza sociale. Il problema ha conquistato, fortunatamente, una larga consapevolezza tra i cittadini. Uno degli obiettivi del Gruppo è di creare una rete di eccellenza delle professionalità e risorse diffuse nelle diverse regioni, cominciando dalla nostra».
L'incarico ricevuto è «una sfida per la ricerca, l'innovazione, la realizzazione di Master nazionali che - prosegue il docente universitario - riguarda l'intera struttura della Clinica Urologica dell'Università d'Annunzio di Chieti, nonché l'Associazione Urologica Abruzzese che intendo coinvolgere nel progetto. Insomma è questo “il” progetto professionalmente più esaltante e impegnativo. Al riguardo è già avviata la procedura per fare di Chieti-Pescara la struttura pubblica del Centro Sud per lo studio dei Marcatori tumori prostatici più avanzati».
La Clinica Urologica teatina ha sviluppato tutti i settori fondamentali dell’urologia: l’Oncologia Urologica, la Calcolosi, l’Andrologia, l’Urologia Femminile. «Negli ultimi sei mesi - ricorda Tenaglia - abbiamo affrontato il tema del Transessualismo con risultati davvero eccellenti». A Chieti sono stati effettuati, infatti, più interventi per il cambio di sesso con cui quattro uomini sono diventati donne e altri sono in preparazione per l’intervento. «Si tratta di un tema assai complesso sotto il profilo chirurgico - indica Tenaglia - che comporta la demolizione, ricostruzione e interventi di chirurgia estetica e che coinvolge altre sette unità operative per una patologia emergente e molto complessa. Anche sul piano sociale e antropologico si affrontano problematiche enormi che consentono però, alla fine di un percorso lungo e faticoso, affrontato dagli interessati con elevata coscienza e determinazione, di riconsegnare alla società persone straordinariamente sensibili, civili e finalmente in ordine con il proprio "genere", che è quello femminile».







